Torta di rose al miele d’arancio e arancia

 

Forse non c’è nulla di più buono di una fetta di pane tostato,spalmata di dolce e trasparente miele.
Amo il miele, il nostro è un legame “antico”, iniziato a casa della nonna, quando in un piattino piccolo e decorato da minuscoli fiori azzurri e con l’ orlo dorato,mi dava i suoi struffoli, perfetti, piccoli,aggraziati e che io raccoglievo con la mia forchettina in gruppi da due,da tre o quattro, tanto erano incollati da quel nettare lucido e profumato.
Lo amavo da piccola perché ne ero incantata, lo amo adesso perché ancora mi incanta il suo sapore dolce e delicato, mi incanta il suo colore chiaro e trasparente, mi incanta il suo profumo antico e di famiglia,m’incanta la sua storia iniziata e finita da milioni di apine piccole,ma piu’ tenaci e forti di un leone….
E ammiro la realtà di tanti piccoli apicoltori,che lavorano tra mille difficoltà solo per ottenere un prodotto di altissima qualità, un prodotto biologico che non si avvale di trucchi e scorciatoie per il solo fine economico, ma si avvale di tanta passione e rispetto per la natura.

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Cornetti al farro

COLAZIONE | 21 gennaio 2015 | By

 

Non ho mai copiato, tranne la tua firma papà, sul libretto delle giustifiche.
Non ho mai imbrogliato, tranne alla bilancia, mettendomi tutta storta per perdere un paio di chili.
Non ho mai mentito, tranne ad un fidanzatino bruttarello e invadente, nascondendomi al suo arrivo, spiaccicata a terra e implorando la mamma di dirgli che ero andata a trovare una zia nelle Filippine.
Non ho mai rubato, se non un pacchetto di sigarette dalla borsa della mamma, per poi fumarmele seduta sul wc, ascoltando i Duran Duran , mentre”affummicavo” mezza casa .
Non ho mai fatto la spia, tranne quando mia sorella si è rifiutata di aiutarmi a fare i compiti.Ho “dovuto” dire alla mamma che si sentiva col figlio del fruttivendolo, ecco perché era tornata a casa con sei caschi di banane.
 
Tanti tranne, che nascondono solo un po’ di egoismo, quell’egoismo che alla fine serve a preservarti e innocuo se  non danneggia nessuno…ehm ehm alla sorella chiesi scusa già vent’anni fa, credo mi abbia perdonato, anche quando le strizzo l’occhio e le offro una banana!
 
E soprattutto sono sempre sincera,tranne quando uso troppi”tranne”!

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Brioche all’arancia e cioccolato bianco

 In ogni casa si dovrebbe respirare il suo profumo,uscirne portandosi dietro la sua scia fatta di arancia,vaniglia,cioccolato bianco e  burro fuso.Ognuno dovrebbe almeno una volta assaporarla,porterebbe con sè un sorriso in più da regalare,perchè i sorrisi non sono poi così costosii,i sorrisi si regalano e come boomerang dovrebbero tornare indietro e investirti del loro calore;ahimè spesso non accade.Ognuno dovrebbe donarla a chi si ama,perchè prepararla,girarle intorno con apprensione,annusarla,disporla su un bel vassoio e porgerla all’altro,vale più di un “Ti voglio bene”.Ognuno dovrebbe ammirarla,gli occhi imparerebbero davvero a parlare,farebbero perfino l’occhiolino a quel tamarro che mi è sfrecciato davanti schizzandomi tutta….

No al “tamarrone” proprio NO”,potrei solo tirargliela in faccia,avevo appena messo il mio vestitino nuovo a pois,ora è a “schizzi”color fango….
Però quanto spreco,meglio una borsata!
Questa la conservo per noi che col cibo diciamo più di mille parole!  

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Treccia di brioche con pere caramellate

 Quest’anno ti ho abbracciato tardi,più tardi del solito,ma non per colpa mia.Ci sono stati dei motivi validi a tenermi lontana da te,anche se continuavo a sognarti di notte e pure di giorno,anzi soprattutto di giorno,quando il cielo era così azzurro,così terso da creare contorni  netti e decisi su ogni cosa che sfiorava e l’aria così frizzante da farmi assaporare il momento in cui mi avresti accolta.Sei bello,come posso lasciarti?
Sei la mia passione,pure nei sogni sei sempre lì a fare da sfondo ai miei desideri.Ancora non ti ho detto addio e sono già triste;presto lo farò ma con la promessa di ritornare presto,sempre se tu vorrai accogliermi tra le tue dolci onde.
Sono  irrequieta e distratta,”mare amore mio” lasciami andare;ho un blog da seguire,delle amichette da strapazzare e tante faccende da fare!O ti lascio o….ti lascio,facciamoci le ultime carezze,scambiamoci gli ultimi baci pieni di promesse e percorriamo le nostre strade,la tua fatta di quiete e tempesta e la mia fatta di quiete e tempesta….

Treccia di brioche con pere caramellate

Ingredienti :
150 g. di lievito madre o 15g. di lievito di birra
500 g. di farina(metà 00 e metà manitoba)
200 g. di latte intero
1 uovo intero e 1 tuorlo
90 g. di burro morbido
90 g. di zucchero
1 cucchiaio di miele(io di acacia)
un pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
Per la farcitura:
4 pere
mezzo bicchierino di grappa(io alle pere)
2 cucchiai di zucchero di canna
una noce di burro

La sera prima rinfreschiamo il nostro lievito madre.Al mattino ne preleviamo 150 g. e lo scioglieremo nel latte tiepido,in cui avremo aggiunto e sciolto metà dello zucchero e il miele.Se invece useremo il lievito di birra,faremo una biga,sciogliendo il lievito nel latte appena tiepido,sempre insieme allo zucchero e al miele e 100 g. della farina.Faremo lievitare fino al raddoppio..Nella planetaria o in una ciotola se impasteremo a mano,mescoliamo le uova col restante zucchero,uniremo poi la farina,il nostro lievito madre o la biga e sempre impastando aggiungeremo il burro morbido e a piccoli pezzi gradualmente,i semini della bacca di vaniglia ed il pizzico di sale.Continuiamo ad impastare fino ad incordare,ci vorranno almeno dieci minuti con la planetaria ed una buona mezz’ora a mano.L’impasto dovrà essere liscio,setoso e non dovrà essere più appiccicoso.Disponiamolo in una terrina,leggermente imburrata e copriamo con un canovaccio umido.Lasciamo lievitare fino al raddoppio.Ci vorranno almeno 4 o 5 ore,si sa che con il lievito madre i tempi di lievitazione sono molto più lunghi.Nell’attesa prepareremo le pere.
Sbucciamole e tagliamole a fettine non molto sottili.Caramelliamole in padella con la noce di burro e lo zucchero,in ultimo sfumiamo con la grappa.Dovranno cuocere brevemente e non disfarsi.Lasciamo raffreddare.
Prendiamo ora l’impasto ben lievitato e stendiamo un rettangolo con lo spessore di mezzo cm.Disponiamo le nostre pere per tutta l’area del rettangolo.arrotoliamo.Conserviamo il loro liquido di cottura,servirà poi per spennellare la briocheProcedere ora come per Treccia russa dandole però la forma a ciambella.Disporre in una tortiera foderata di carta forno e lasciare lievitare fino al raddoppio.Potrebbe volerci anche l’intera notte;in questo caso mettetela in frigo e tiratela fuori un paio d’ore prima di cuocere.Infornare a 170°per circa un’ora e venti,avendo cura di coprirla con stagnola,quando la superficie sarà dorata.Lasciare raffreddare un pochino nel forno spento,sfornarla e quando sarà tiepida sformarla sul piatto da portata e cospargere col caramello delle pere messo da parte.

Che dire di questa meraviglia?Vi dico solo che non sono riuscita a fare le foto dell’interno e questa volta non è dipeso dalla gola dei miei cari,ma dalla mia,che avida e impaziente,mi ha fatto sedere a tavola insieme alla mia brioche…poi mi sono persa completamente nella sua sofficità e dopo è stata dura prendere la macchinetta e immortalarla,avevo la pancia si soddisfatta,ma anche in tempesta..Era forse ancora troppo calda?
Vi abbraccio amiche mie,alla prossima!

Treccia russa…un pò spettinata!

Alle elementari portavo le trecce,era la mamma a farmele ogni mattina,nonostante le mie resistenze e le mie grida.Odiavo portarle,le faceva così strette che non un capello fiatava o ne usciva ribelle e inquieto.Io invece irrequieta e ribelle, sfilavo apposta gli elastici ed ero felice e soddisfatta nel vedere i lunghi capelli sciogliersi lentamente,timidamente,quasi intimoriti dalle occhiatacce della mamma.
E’ dalle elementari che non faccio le trecce.
Mai più le rifarò,sicuramente non ne rifarò mai più due e per giunta ai lati delle testa.Ma una l’ho rifatta e si è mostrata subito molto raffinata…fintamente trasandata,avrei voluto che qualche ciocca scappasse via per renderla anche un pò sexy,ma la ricetta mi ha richiamato all’ordine e le ho infilato subito le forcine.
Treccia russa

Ingredienti :
per uno stampo da plum cake 15×30
200 g di farina 00
200 g di farina manitoba
un cucchiaino di miele
mezzo cubetto di lievito di birra fresco
100 ml di latte intero
80 g. di burro morbido
90 g di zucchero semolato
un pizzico di sale
 scorza di un limone grattuggiata
2 uova intere e 1 tuorlo
Per la farcitura
100 g di burro morbido
100 g. di zucchero al velo
scorza e succo di un limone

Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido con il miele e un cucchiaio della farina.Verrà fuori una pastella abbastanza liquida che verrà fatta fermentare una mezz’ora coperta.In una ciotola larga battere le uova con lo zucchero,unire anche il burro morbido e in piccoli pezzi,man mano anche la farina e la pastella lievitata.Unire il sale e il limone.Impastare prima un pò nella ciotola e versare poi il tutto sulla spianatoia,ottenendo un panetto liscio ed elastico.Lasciare lievitare fino al raddoppio.Quando sarà lievitato stendere in un rettangolo di circa mezzo cm,prelevarne un piccolo pezzo per foderare il fondo dello stampo.Montare il burro morbido insieme allo zucchero e al succo e alla scorza di limone.Spalmare la crema al sulla pasta stesa restante.Arrotolare nel senso della lunghezza,ottenendo così un grosso cilindro.Tagliare ad un’estremità  un pezzo di circa cinque cm e mettere da parte,servirà poi come decoro,sarà la prima rosa.Incidere il rotolo  a metà nel senso della lunghezza,lasciandone una parte intatta per una lunghezza di circa dieci cm.Passarla sotto ai due cilindri ottenuti in modo da ottenere una rosa e attorcigliare a  di treccia i due cilindri.Disporlo nello stampo,poggiando sull’altra estremità il pezzetto messo da parte,così si otterranno due rose ai due lati della treccia.Allargare un pò i petali.Infornare per circa 40 minuti ad una temperatura di 160°.
Calda è stravolgente,ma tiepida è sempre stravolgente,ma meno pericolosa!

* naturalmente può essere impastato nella planetaria,dimezzando il lavoro,ma anche a mano,l’impasto è sostenuto e facile da maneggiare.
* metto sempre uno strato di pasta sottile sul fondo dello stampo,soprattutto in queste torte lievitate farcite di burro,come pure la classica torta di rose.Evito che il burro sciogliendosi coli sul fondo,rischiando di bruciare e rilasciando quel tipico sapore amaro.Invece lo strato di pasta  lo raccoglie,rendendo il tutto ancora più gustoso.
* con questo caldo ho fatto le tre lievitazioni in mezza giornata.
* le farciture possono essere varie,con confettura,creme,marmellate e quella nutella che non ci sta mai male.

Mi son persa tra fragole,trecce,ricordi,foto,immagini,sole…sapete che ogni tanto mi perdo,ma son sempre qui e nonostante la poca presenza vi abbraccio sempre col cuore!
Buona settimana amiche mie!

Estonian kringle,indifferentemente farcita di nutella e nocciole!

Indifferente?Si può essere indifferenti ad un battuta idiota,ad uno sguardo ammiccante,ad un sorriso forzato,si può rimanere indifferenti dinanzi ad emozioni che non son le tue mostrando forse un’insensibilità che non ti appartiene,ma non potevo mostrare indifferenza alla preghiera dei figli …: rifare un estonian kringle tutto di nutella.Non potevo rimanere insensibile alle loro suppliche,nonostante ne abbia avuto la voglia per la loro indifferenza….
ma le mamme non sono indifferenti neanche quando si tratta di una brioche!

Nei ragazzi l’indifferenza sembra far parte di ogni loro gesto,di ogni loro parola,ma è quando ti soffermi a guardarli negli occhi che scorgi un emozione che ti fa trasalire e ingoiare quella frase non tenera che stavi per dire e allora ti fai forte dei tuoi anni e cerchi di ricordare.E appari tu, fanciulla ribelle che mostravi indifferenza mentre dentro morivi e d’un tratto tutto  diventa più chiaro….
Cela ma non nasconde agli occhi di chi sa guardare,l’indifferenza rare volte è realmente tale.

Un Estonian Kringle uguale a questo per l’impasto,ma farcito da tanta nutella e granella di nocciole.Le morbide balze si son sovrapposte alla seducente crema,cercando di mostrarsi indifferenti,mentre in realtà fremevano dall’emozione…..un pò come i nostri ragazzi!

 Ingredienti:
120 ml di latte tiepido
40 g. di burro morbido
2 tuorli
300 g. di farina 00
un pizzico di sale
un cucchiaino di zucchero o miele
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaino di estratto di vaniglia
15 g. di lievito di birra fresco
per ungere la sfoglia
nutella q.b
nocciole q.b
Sciogliere il lievito sbriciolato nel latte tiepido,insieme al miele o al cucchiaino di  zucchero.Lasciare fermentare una decina di minuti ed unirlo alla farina,alla vaniglia,allo zucchero,ai tuorli ed al burro fuso insieme al pizzico di sale.Impastare prima nella ciotola,poi versare il composto sulla spianatoia ed impastare bene per una decina di minuti,fino a quando non si otterrà un impasto bello lucido.Coprire con pellicola e far lievitare fino al raddoppio in luogo caldo.Riprendere l’impasto e stendere in un rettangolo di circa un cm,che andrà spalmato con la nutella e cosparso di granella di nocciole.Arrotolare per il senso della lunghezza ed incidere il rotolo ottenuto per tutta la lunghezza.Incrociare i due rotolini a mò di treccia ed unire le estremità,creando così una corona.Far lievitare ancora e infornare a 180°per trenta minuti,mettendo nel forno una ciotola con acqua.

 Un abbraccio ragazze belle,mentre ascolto “indifferentemente” e sorrido sentendo lei che dice:”famm chell che vuò,tant o saccio ca pe te nun so cchiù nient,damm stù velen,ca indifferentement si tu m’accir io nun te riic nient…”

fammi quello che vuoi,tanto lo so che per te  non sono più niente,dammi questo veleno,se tu mi uccidi io non ti dico niente…”Anche questa è indifferenza?

CONSIGLIA Insalata di farro e avocado